La Roma dei fantasmi

 

Inquietanti presenze secolari tra i monumenti più famosi della città

Roma è la città dai mille volti, l’unico straordinario esempio al mondo di 34 secoli d’ininterrotta storia urbana. Impossibile darne un’unica definizione, tutto quello che immaginate a Roma c’è, o c’è stato. E come potevano mancare i fantasmi? Il mistero è una delle anime della storia di Roma, i suoi fantasmi sono figure storiche, che hanno vissuto le loro vicende, spesso molto tristi, tra monumenti e palazzi nobiliari della città, restando legate ad essi in modo indissolubile anche dopo la morte.

Il più famoso fantasma di Roma è quello di Beatrice Cenci, bellissima, sfortunata fanciulla vissuta alla fine del Cinquecento, appartenuta ad una delle più antiche famiglie nobili della città.
La vicenda di Beatrice è assurta a simbolo dell’ingiustizia e della prevaricazione del potere in ogni epoca.
Suo padre Francesco Cenci, uomo sadico e violento, era un vero incubo per i suoi familiari, che avevano tentato, inascoltati, di denunciare il folle alle autorità. Beatrice e la matrigna Lucrezia, in preda alla disperazione, progettarono l’assassinio dell’uomo.
Il 9 settembre 1598 Francesco Cenci venne ritrovato morto, con il cranio sfondato, nell’orto dellarocca di famiglia di Petrella Salto, in territorio abruzzese.
Il processo a Beatrice e ai suoi familiari, immediatamente incolpati del delitto, fu seguito da tutta la città, che si schierò dalla parte della fanciulla maltrattata, ma la giustizia papale decise di comminare una pena esemplare affinché altri non ripetessero un simile atto.
Beatrice venne decapitata la mattina dell’11 settembre 1599 sulla piazza di Castel S. Angelo. Ancora oggi, si dice, appare tutti gli anni la notte tra il 10 e l’11settembre, camminando lungo ponte S. Angelo con la propria testa sottobraccio.

Un altro famoso fantasma di Roma è quello di Donna Olimpia Maidalchini, detta la Pimpaccia.
Nata a Viterbo nel 1592 da una famiglia modesta, riuscì a sposare in seconde nozze PamphilioPamphilj, fratello del cardinale che pochi anni dopo sarebbe diventato papa Innocenzo X. Grazie alla sua indubbia intelligenza divenne una consigliera molto influente del papa, ed in poco tempo la donna più potente e temuta di Roma. Il popolo la odiava, il suo soprannome nacque da una pasquinata, vale a dire uno scritto satirico lasciato sulla più celebre statua parlante di Roma, Pasquino: “Olim pia, nunc impia”, un gioco di parole in latino,olim (una volta) pia (religiosa), nunc (adesso) impia (peccatrice).
Alla sua morte lasciò l’incredibile somma di due milioni di scudi d’oro, contribuendo a consolidare la fortuna dei Pamphilj. Oggi appare nel cuore della notte lungo Ponte Sisto a bordo di una carrozza nera, mentre corre all”impazzata verso Trastevere.

Ancora una donna per il terzo fantasma di Roma, più degli altri avvolto nella leggenda. Costanza De Cupis era una nobildonna vissuta nel XVII secolo. Sembra che avesse delle bellissime mani, così bianche e perfette da essere famose in tutta la città, tanto che un artista le immortalò con un calco. Ma un veggente predisse che una di quelle splendide mani correva il rischio di essere tagliata. Costanza, terrorizzata, si chiuse in casa per timore di incidenti. Un giorno, però, si punse mentre ricamava. La ferità si infettò e dovettero amputarle l’arto, ma non fu sufficiente e la donna morì. Da allora, nelle notti di luna piena, chi passeggia in via dell’Anima presso Piazza Navona, se rivolge lo sguardo verso l”alto potrebbe vedere, dietro il vetro di una delle finestre di quello che era palazzo De Cupis, la sagoma di una splendida, bianchissima mano.

Buona passeggiata nella notte romana…

Francesca Cappabianca

La Roma dei fantasmiultima modifica: 2008-04-20T01:38:28+02:00da gigi655
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