Anneliese Michel

 

exorcism of Anneliese Michel di Felicitas D. Goodman, Doubleday, 1981) nasce il 21 settembre 1952, in Bavaria. Fino al 1968 la sua è una vita tranquilla, almeno così sembra apparentemente, con una famiglia unita, molto religiosa, composta dai genitori Josef e Anna e da tre sorelle. Poi, all’età di sedici anni, inizia a dare segni di malessere: un’improvvisa rigidità delle membra impedisce ad Anneliese di controllare il suo corpo. Trova perfino difficoltà a chiedere aiuto ai suoi genitori. Alla clinica psichiatrica Wurzburg le diagnosticano un’epilessia, e in seguito ad un peggioramento delle condizioni (Anneliese è caduta anche preda di uno stato di depressione) la ricoverano in ospedale per sottoporla a trattamenti. La ragazza non sembra trarne giovamento e, durante le sue preghiere quotidiane, riferisce di vedere il diavolo. Lei stessa crede che queste visioni, sempre più spesso associate a voci che afferma di sentire, siano il segno di una possessione diabolica. La ragazza, però, non parla di queste esperienze con i medici se non una sola volta, accennando vagamente al fatto che i demoni avrebbero iniziato a darle degli ordini. Il trattamento farmacologico continua, ma senza alcun giovamento. I genitori di Anneliese nell’estate del 1973 incontrano diversi sacerdoti, tra cui padre Ernst Alt, per richiedere loro di effettuare un rituale di esorcismo sulla figlia, preghiera che viene rifiutata a favore del trattamento medico, sul quale i religiosi insistono. Del resto, l’autorizzazione per un rituale di esorcismo non è cosa semplice da ottenere: per eseguire l’esorcismo è necessaria l’autorizzazione del vescovo diocesano, autorizzazione che può essere concessa per un caso specifico oppure in modo generale e permanente al sacerdote che esercita nella diocesi il ministero di esorcista; lo stabilisce il canone 1172 del codice di diritto canonico, che dichiara che nessuno può proferire legittimamente esorcismi sugli ossessi, se non ha ottenuto dall’ordinario del luogo una speciale ed espressa licenza, e stabilisce che questa licenza debba essere concessa dall’ordinario del luogo solo al sacerdote distinto per pietà, scienza, prudenza e integrità di vita. La Chiesa in questi casi procede con ponderatezza, avanzando rigidi criteri e regole in materia di possessione. Esige prove indiscutibili: avversione al sacro, capacità di esprimersi in lingue sconosciute o di comprenderle, una forza oltre la propria condizione.

Il vescovo di Wurzburg non concede l’autorizzazione a procedere con il rituale e Anneliese, tornata a casa a Klingenberg, inizia a manifestare un comportamento violento: rifiuta il cibo, perché così le avrebbero ordinato di fare i demoni, dorme sul pavimento, mangia insetti, beve la propria urina e si infligge ferite. La sua avversione al sacro è sempre più violenta: distrugge i crocefissi e i rosari, così come le immagini religiose. Il vescovo di Wurzburg, Josef Stangl, concede a padre Arnold Renz e al parroco Ernst Alt l’autorizzazione a procedere con il rituale del “grande esorcismo”. E’ il 1975 e Anneliese è l’ombra della ragazza che era un tempo. I sacerdoti affermano che è posseduta da più demoni (nominano Lucifero, Giuda Iscariota, Caino e Hitler, tra gli altri) e per un anno, ogni settimana, celebrano il rituale tra enormi difficoltà: la forza che Anneliese dimostra rende necessario l’aiuto di più uomini per tenerla ferma. Le sue condizioni sembrano migliorare, ma gli attacchi non sono cessati, sono solo discontinui. Anneliese torna a scuola e riesce a diplomarsi, frequenta abitualmente la Chiesa , ma spesso cade vittima di improvvise paralisi e di stati di incoscienza. Inoltre, continua a rifiutare il cibo e durante i rituali di esorcismo subisce varie fratture alle ginocchia. Le sue condizioni precipitano: si ammala di polmonite e le sopraggiunge febbre alta. E’ il 30 giugno 1976 e non è più neanche in grado di genuflettersi durante l’esorcismo: ha paura, come dichiara alla madre, e chiede l’assoluzione all’esorcista. Muore il giorno dopo.

Il parroco informa immediatamente le autorità, e il procuratore capo di Aschaffenburg apre le indagini: ci vorranno due anni prima di portare il caso di Anneliese in tribunale e determinare i responsabili della sua morte. Josef e Anna Michel, così come i due sacerdoti esorcisti, sono imputati di omicidio colposo. Da una parte c’è la sorella della vittima, secondo la quale Anneliese rifiutava di tornare nella clinica per malattie mentali, dove l’avevano imbottita di tranquillanti e forzata a mangiare, dall’altra c’è la testimonianza dei due sacerdoti, che fanno ascoltare alla corte ore di registrazioni, nel tentativo di dimostrare la presenza, almeno sonora, dei demoni durante l’esorcismo di Anneliese. Presenziano anche gli psichiatri, che accusano i sacerdoti di avere equivoco (intenzionalmente, nelle loro parole) il comportamento psicotico della ragazza, attribuito a cause sovrannaturali e dovuto, invece, a “epilessia del lobo temporale”: le manifestazioni più frequenti di tali attacchi sono la sensazione di distacco dalla realtà, allucinazioni visive o acustiche transitorie, comportamento aggressivo, senso di spersonalizzazione, false sensazioni, turbe emotive e paranoia.

“Omicidio colposo per negligenza e omissione di soccorso”: questo è il verdetto pronunciato contro Josef e Anna Michel e i due sacerdoti, con la condanna a sei mesi di carcere. La corte ritiene che gli accusati avrebbero dovuto aiutare la ragazza a sottoporsi a trattamenti medici, piuttosto che a pratiche “bizzarre”. Indotta dai sacerdoti a ritenerla possessione, la ragazza se ne sarebbe convinta progressivamente, fino ad accettare il loro intervento e a rifiutare le cure cliniche. Poco dopo il verdetto, una commissione di vescovi tedeschi decretò che il caso di Anneliese Michel non rientrava fra quelli di possessione: tanto per essere certi che la sua fosse stata una morte “naturale” il suo corpo venne riesumato undici anni e mezzo dopo la tumulazione.

Dalla vera storia di Annaliese Michel, come sopra accennato, è stato ispirato il film The exorcism of Emily Rose (USA 2005), diretto da Scott Derrickson e presentato in anteprima il 7 ottobre 2005 alla Mostra del cinema di Venezia. Per visionare la scheda del film, cliccare qui: lo consigliamo assolutamente. Per leggere invece l’articolo inerente a Satana, cliccare qui.

 

Anneliese Michelultima modifica: 2008-04-29T01:07:18+02:00da gigi655
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